Direttiva Macchine (2006/42/CE)

Vari manuali di difrettiva macchineLo scopo delle Direttive Comunitarie del Nuovo Approccio è quello di creare le condizioni necessarie affinché le industrie che operano nell’ambito dell’Unione Europea possano realizzare prodotti rispondenti ai medesimi requisiti di sicurezza per le persone, l’ambiente e gli animali, così come richiesto dall’Art. 100 del Trattato di Roma (diventato articolo 94, con riferimento alla versione consolidata attualmente in vigore). Vengono così eliminate le barriere tecniche nazionali dovute a differenti legislazioni nei vari Stati Membri.

Il Nuovo Approccio ha introdotto il concetto fondamentale che:

  • Il Fabbricante ha il dovere di rendere il prodotto “sicuro”.
  • Deve poter dimostrare di aver fatto tutto il possibile per renderlo “sicuro”.

La Direttiva Macchine è lo strumento che tutti gli Stati dell’UE hanno deciso di adottare per stabilire i Requisiti Essenziali di sicurezza che le macchine devono possedere per poter essere immesse nel Mercato Comunitario. Sono requisiti di alto livello, essenziali e imprescindibili; essi devono essere soddisfatti nel rispetto dello stato dell’arte tecnologico che nel tempo si evolve e che perciò non viene prestabilito dalla Direttiva.

Con il Nuovo Approccio, del quale la Direttiva Macchine è un chiaro esempio, viene attuata la rivoluzione copernicana della libera circolazione delle merci nel Mercato Unico. Una nuova ripartizione di compiti e responsabilità regola i rapporti tra legislazione e normazione: le istituzioni comunitarie si limitano ad armonizzare, per mezzo di direttive, i requisiti essenziali relativi a sicurezza e salute dei cittadini, protezione dei consumatori e tutela dell’ambiente.

Agli Istituti di Normazione Europei, CEN, CENELEC ed ETSI spetta invece il compito di adottare le “Norme Armonizzate” che definiscono le specifiche tecniche di cui gli operatori hanno bisogno per progettare e fabbricare prodotti conformi alle esigenze essenziali delle direttive.  Dunque, quando si parla di Norme Armonizzate, si intendono quelle norme elaborate dagli Enti Europei di Normazione, sulla base di un mandato della Commissione delle Comunità Europee, in grado di esplicitare i generici requisiti delle Direttive. Tali norme debbono essere obbligatoriamente trasposte in norme tecniche nazionali, ed eventuali norme in conflitto debbono essere ritirate.

Le Norme Armonizzate, così come le Norme Nazionali che le recepiscono, non sono tuttavia obbligatorie: ogni Fabbricante è infatti libero di produrre sulla base di diverse specifiche.  Nel qual caso, però, dovrà dare prova della conformità del prodotto rispetto agli obblighi delle Direttive.  Viceversa, il prodotto realizzato sulla base delle Norme Armonizzate beneficia di una presunzione di conformità ai Requisiti Essenziali delle Direttive. Si badi che, affinché la presunzione di conformità possa operare, è necessario che il riferimento della Norma Armonizzata sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee e che la Norma Armonizzata sia stata trasposta a livello nazionale.

Il Nuovo Approccio coniuga dunque elementi di coercibilità, tipici della sfera legislativa (obbligo per gli Stati di accettare i prodotti conformi alle norme armonizzate), con aspetti volontaristici, connaturati al mondo della normazione (possibilità per il Fabbricante di seguire specifiche diverse da quelle Armonizzate). In questo modo viene costruito un sistema capace di offrire all’imprenditore dei sicuri punti di riferimento, lasciandogli al contempo la massima libertà e responsabilità d’azione.

Utilità

La Direttiva Macchine è volta:

  • A garantire la libera circolazione delle merci in tutti gli Stati Membri.
  • A definire un livello di sicurezza uguale per tutti gli Stati.

A questo proposito, la Direttiva Macchine serve:

  • Al Fabbricante, per fornirgli le indicazioni sugli aspetti di sicurezza e salute che deve prendere in considerazione nella progettazione della macchina, per salvaguardare le persone, l’ambiente e gli animali che potranno interagire con essa durante tutto il suo ciclo vitale.
  • Agli Organismi di Controllo (nominati da ogni Stato e notificati alla Commissione Europea), che per mezzo di essa (e delle Norme Armonizzate) hanno il riferimento univoco di valutazione della conformità della macchina sottoposta al loro esame.

Adempimenti

Per dimostrare al committente la conformità della sua macchina, il Fabbricante deve:

  • Svolgere un’accurata Analisi dei Rischi effettivamente presenti sulla macchina e identificare i Requisiti Essenziali ad essa applicabili.
  • Applicare il principio di integrazione della sicurezza (punto 1.1.2 Allegato I), che prescrive di eliminare i rischi al momento della progettazione, di installare i dispositivi di sicurezza necessari e di dare esplicita indicazione dei rischi residui non eliminabili.
  • Allegare alla macchina il Manuale di Istruzione per l’Uso e la Manutenzione (con le caratteristiche specificate dal punto 1.7.4 Allegato I).
  • Costituire il Fascicolo Tecnico della costruzione, che documenta che tutti i Requisiti Essenziali applicabili sono soddisfatti (Allegato V).
  • Se la macchina rientra tra quelle elencate (Allegato IV), sottoporre la macchina all’esame da parte di un Organismo Notificato.
  • Allegare alla macchina la dichiarazione di pertinenza (CE di conformità o del Fabbricante Allegato II).
  • Se tutti i Requisiti Essenziali sono soddisfatti, apporre la Marcatura CE sulla macchina (Allegato III).

Il Fabbricante, con queste azioni, si assume la piena responsabilità della sicurezza della macchina. Deve inoltre essere in grado di giustificare le scelte tecniche adottate nel caso di richiesta motivata da parte degli organismi di controllo: per questo è necessario dotarsi degli strumenti di gestione della documentazione per tutto il periodo fissato per legge (10 anni dall’immissione sul mercato). La gestione della documentazione della progettazione, della costruzione e dei controlli eseguiti deve perciò garantire la possibilità di rintracciare le informazioni relative a produzioni anche lontane nel tempo.  La formalizzazione di un Sistema Qualità Aziendale è la logica premessa per un agevole controllo della propria responsabilità.

Campo di Applicazione

L’Art. 1 della Direttiva definisce il campo di applicazione della stessa, fornendo la definizione di “Macchina”. Ai sensi della Direttiva, s’intende per “Macchina” un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro, e eventualmente con azionati, con circuiti di comando e di potenza, ecc., connessi solidamente per un’applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il trattamento, lo spostamento e il condizionamento di un materiale. Inoltre si considera “Macchina” un insieme di macchine e di apparecchi che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale.

Inoltre si considera “Macchina” un’attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per essere montata su una macchina o su una serie di macchine diverse o su un trattore dall’operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un utensile. La Direttiva si applica anche ai Componenti di Sicurezza secondo la seguente definizione: per “Componente di Sicurezza” si intende un componente, purché non sia una attrezzatura intercambiabile, che il Fabbricante o il suo Mandatario stabilito nella Comunità immette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte. L’Art. 1, comma 3, definisce le tipologie di macchine che sono escluse dal campo di applicazione. In particolare sono escluse:

  • Tutte le Macchine i cui rischi sono principalmente di origine elettrica, che sono regolate dalla Direttiva 73/23/CEE.
  • Tutte le Macchine e i Componenti di Sicurezza che sono oggetto di altre Direttive specifiche per i rischi specifici coperti da queste Direttive.

Clausola di Salvaguardia

La Direttiva, nell’Art. 7, introduce i principi che regolano la sorveglianza sulla corretta applicazione dei suoi Requisiti Essenziali.  In particolare, se uno Stato Membro constata che: “talune macchine munite della marcatura “CE”, oppure taluni componenti di sicurezza accompagnati dalla dichiarazione “CE” di conformità, utilizzati conformemente alla loro destinazione rischiano di pregiudicare la sicurezza delle persone ed eventualmente degli animali domestici o dei beni, esso prende tutte le misure necessarie per ritirare le macchine o i componenti di sicurezza dal mercato, vietarne l’immissione sul mercato, la messa in servizio oppure limitarne la libera circolazione.  Per evitare abusi è anche stabilito che lo Stato in questione dia sollecitamente comunicazione alla Commissione delle misure che ha adottato, motivando adeguatamente la decisione e precisando se la non conformità è dovuta:

  • Al mancato rispetto dei requisiti essenziali di cui all’Art. 3.
  • Ad un’errata applicazione delle norme di cui all’Art. 5 par. 2.
  • Ad una lacuna delle norme stesse di cui all’Art. 5, par. 2.

TECHNOSERVICE mette a disposizione i propri Redattori Tecnici per procedere nella fase di Marcatura del prodotto in modo sistematico e professionale.

Direttiva 2006/42/CE (.pdf)